Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Il Governo italiano deve 100 milioni alla Sardegna per i redditi da capitale extra: la decisione del

Fonte: Vistanet Cagliari
6 marzo 2019


Il Governo italiano deve 100 milioni alla Sardegna per i redditi da capitale extra: la decisione del Tar
Dal 2016 lo Stato ha versato regolarmente questi soldi. Mancavano quelli tra il 2010 e il 2016, periodo per cui quella legge era valida anche in maniera retroattiva.

     
Regione Sardegna – Governo Italiano 2-0. Se fosse una partita di calcio la palla tornerebbe a centrocampo con questo risultato. Dopo la vicenda accantonamenti che a gennaio ha visto la Corte Costituzionale dare ragione all’isola, il secondo “gol” è arrivato dal Tar, che ha accolto il ricorso della Giunta contro il ministero dell’Economia sulla questione dei redditi maturati oltre Tirreno.

Lo Stato Italiano dovrà versare nelle casse della Regione Sardegna circa 100 milioni di euro. Secondo le norme stabilite nel 2016 si era deciso che la Sardegna avesse diritto a incassare i 7/10 non solo sui redditi da capitale maturati all’interno dei confini isolani, ma anche su quelli maturati in altre regioni italiane. Se per esempio un sardo acquista dei titoli a Roma, la Regione ha diritto ad incassare 7/10 dell’importo di interessi maturato per quei titoli.

Dal 2016 lo Stato ha versato regolarmente questi soldi. Mancavano quelli tra il 2010 e il 2016, periodo per cui quella legge era valida anche in maniera retroattiva. Così dopo la partita accantonamenti, la Regione Sardegna ottiene una seconda vittoria in tribunale contro lo Stato.

«È un altro risultato importante, che ormai nella fase finale della legislatura dà ancora una volta ragione alla Sardegna. E di questo siamo davvero molto soddisfatti – ha commentato l’assessore al Bilancio Raffaele Paci -. Se il Governo dovesse saldare il debito domattina dovrebbe staccarci un assegno di circa 720 milioni di euro considerando le due annualità di accantonamenti da 285 milioni ciascuna, i 33 milioni delle Province, i 21 delle tasse automobilistiche e ora questi altri 100».