Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

L'Isola seppellisce il nucleare

Fonte: L'Unione Sarda
14 giugno 2011


Nuovo no dei sardi. Il sì trionfa nei quattro quesiti

Il muro del quorum si sgretola in fretta, con un dato che va oltre quello medio della Penisola. Si sono presentati alle urne più di 811 mila sardi, il 58,6 per cento degli elettori. La vittoria dei “sì” da scontata diventa plebisicitaria, con picchi che superano quota 98 per cento. La Sardegna alza una barriera insormontabile davanti all'acqua privata e al legittimo impedimento e seppellisce per la seconda volta in un mese il progetto delle centrali nucleari.
IL VOTO NELL'ISOLA La percentuale più alta di affluenza alle urne viene registrata nel Medio Campidano (64,1 per cento), seguito dalla provincia di Oristano (61,1). La provincia di Nuoro trova il 60,3 per cento, mentre nel Sulcis il dato è del 59,8. In Ogliastra è 59,6 e Cagliari e provincia si fermano a quota 58. A Sassari è 57,8 per cento e la Gallura fa il fanalino di coda col suo 53,3. Il referendum sulle tariffe dell'acqua ha il record di “sì”, col 98,6 per cento (il “no” è a 1,4). Trionfa anche il “sì” all'abrogazione della legge sulle centrali nucleari (98,4 per cento contro l'1,6 dei “no”). Il quesito sulla gestione dell'acqua regala il 98,2 per cento di “sì” e l'1,8 di no. Pochi di meno i “sì” per la cancellazione del legittimo impedimento (96,5 per cento, contro il 3,5 dei “no”)
CAPPELLACCI E IL NUCLEARE «Per la seconda volta nel giro di un mese il popolo sardo ha espresso la propria netta contrarietà al nucleare», sottolinea il presidente della Regione Ugo Cappellacci. «E l'ha fatto con un pronunciamento assolutamente rilevante», a conferma del risultato del referendum consultivo di maggio. «La Sardegna ha consegnato il nucleare al passato e ha intrapreso la strada dell'economia verde e delle energie rinnovabili».
SCONTRO PD-PDL Il segretario del Pd Silvio Lai fa notare che «il superamento del quorum ha un significato chiaro: l'Italia ha detto no a Berlusconi e alla politica berlusconiana nazionale e regionale. Il vento è cambiato, gli italiani e il popolo sardo si sono stancati di essere presi in giro». Immediata la replica del capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Mario Diana «È incredibile il tentativo di Lai di accreditare al centrosinistra il merito del risultato del voto in Sardegna». Stessa frequenza per il vicecoordinatore del partito Settimo Nizzi: «Qualcuno dovrebbe consigliare al segretario del Pd di non confondere tra referendum ed elezioni politiche o regionali». Ma poi è il capogruppo del Pd Mario Bruno a ribadire il concetto di Lai. «È una bella vittoria della democrazia e si può prendere atto della fine di Berlusconi e del berlusconismo. La copia di questo sistema al crepuscolo in Sardegna è Cappellacci». Interviene anche Chicco Porcu: «Il risultato dei referendum è un colpo mortale al berlusconismo. Il governatore ne tragga le conseguenze».
LE ALTRE REAZIONI L'Idv canta vittoria: «Abbiamo l'orgoglio di aver dato il via ai referendum, nonostante lo scetticismo di tanti», ricorda il segretario il Federico Palomba, mentre Adriano Salis parla «di forte segnale di speranza e cambiamento per l'Italia e la Sardegna». Il leader dell'Upc Antonio Satta si sofferma sul «grande risultato» conquistato dai sardi, «al di sopra della media nazionale. I temi su cui si è votato sono considerati vitali anche per la nostra isola».
G. Z.

 

Il voto
Quorum
non raggiunto
in trentatré
comuni
Il record è di Pompu, la percentuale di votanti è arrivata a quota 75,4. Nel piccolo comune della Marmilla tre elettori su quattro sono andati a dire no all'acqua privata, al nucleare e al legittimo impedimento. Percentuali altissime anche a Lodine (74,5) Norbello (74,3), Ulassai (73,1), Banari e Olzai (71,5), Dorgali e Bidonì (71,3).
Risultato opposto a Orune, dove soltanto il 37,3 per cento degli aventi diritto si è recato alle urne. Scarsa mobilitazione anche a Burcei (39,2), Talana e Onifai (39,9), Ottana e Santa Maria Coghinas (43,6). Non è stato raggiunto il quorum neanche a Nurri, Esterzili, Siurgus Donigala, Valledoria, Castelsardo, Sorso, Ardara, Giave, Sindia, Loculi, Noragugume, Desulo, Teti, Lodè, Baressa, Budoni, Arzachena, Aglientu, Loiri Porto San Paolo, Palau, Buddusò, Golfo Aranci, Piscinas, Calasetta, Gairo e Osini.
A Cagliari i votanti sono stati il 58,9 per cento, a Sassari il 58,7.