Il presidente del Ctm fissa tempi e costi dell'opera sotterranea
A disposizione 60 milioni di euro per completare gli studi. La settimana prossima vertice a Roma con i tecnici del ministero delle Infrastrutture.
Cinque anni di lavori per un'opera da 472 milioni di euro. Il presidente del Ctm Giovanni Corona fissa tempi, modi e spesa per la realizzazione della metropolitana interrata che collegherà i centri del bacino cagliaritano. Il massimo esponente del Cda della società di trasporti è soddisfatto del nulla osta rilasciato venerdì sera dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Corona non schiaccia a fondo il pedale dell'acceleratore: per il momento la delibera stanzia appena 60 milioni di euro che serviranno per completare lo studio da presentare entro maggio al ministero delle Infrastrutture.
LO STUDIO Il progetto per la realizzazione dell' underground cagliaritana aveva subito uno stop con il Governo precedente. Per Corona questa è la volta buona. «Il primo studio è stato presentato sei anni fa. Dopo un primo ok ministeriale è stato bloccato per il mancato benestare della Regione. Ma abbiamo avuto pazienza. Siamo andati avanti con gli approfondimenti, nel 2007 abbiamo visitato la metropolitana di Madrid e l'anno scorso il progetto è stato inserito nel Documento di programmazione economica e finanziaria». Quella spagnola è un'opera realizzata da una delle più importanti realtà del settore, la Mintra, nella quale lavora anche un ingegnere sardo. «Questa società ha riconosciuto la validità del progetto, quantificandolo in 472 milioni di euro, 18 in meno delle nostre stime».
L'UNDERGROUND Era proprio necessario un sistema di trasporti sotterraneo vista l'esistenza della metropolitana di superficie? «Il nostro obiettivo è realizzare trasporti rapidi di massa». Perché farli interrati? «La soluzione di superficie non è soddisfacente. Per questo in principio avevamo previsto di tagliare le strade, realizzare le gallerie per poi ricoprirle (cut and cover). Così, però, avremmo ucciso per due anni le arterie interessate dai lavori - spesso molto strette, soprattutto nei centri dell'hinterland - causando disagi incalcolabili ad abitanti e commercianti. Da qui - continua Corona - la decisone di procedere con un metodo diverso: una grande fresa è in grado di scavare oltre 15 metri al giorno a otto metri di profondità, senza stravolgere la vita di chi lavora e vive lungo il tracciato». Il presidente del Ctm fa i conti. «Con due di questi macchinari siamo in grado di completare il percorso sotterraneo nel giro di tre anni. Altri due per la realizzazione delle stazioni e dell'elettrificazione e la metropolitana sarà operativa». Il ragionamento torna, almeno sulla carta, ma visti i tempi rimane l'incertezza sull'ammontare del finanziamento. «Per adesso abbiamo a disposizione la prima tranche del contributo ministeriale da 60 milioni di euro: serviranno per completare le indagini geologiche, monitorare gli edifici e stilare il progetto definitivo». Paura di improvvise retromarcia? «No, abbiamo avuto assicurazioni precise. La certezza l'avremo la settimana prossima dopo un incontro con i vertici del ministero».
ANDREA ARTIZZU
08/03/2009