Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Nove anni di ultimatum e di guerre in Consiglio

Fonte: L'Unione Sarda
23 marzo 2009

Retroscena Cronistoria di una partita infinita



«Datemi il Sant'Elia o porterò il Cagliari a giocare nell'hinterland. Uno stadio così non ha futuro. Lo rimetto a nuovo e voglio una concessione di 60 anni». Sembra una dichiarazione di pochi mesi fa. Invece Massimo Cellino pronunciò questa frase per la prima volta il 7 dicembre del 2000.
Un ultimatum che i tifosi del Cagliari hanno sentito ripetere più o meno una volta all'anno - con rare pause - sino alla fine dell'estate scorsa quando, sul terreno dello stadio, si è consumata l'ennesima rottura tra società rossoblù e Comune. Se sia definitiva, come oggi afferma Cellino, non si sa.
Eppure nel 2000 il presidente del Cagliari trovò una sponda nel vicesindaco Carlo Porceddu, assessore allo Sport, che sembrava preludere a un via libera: «Lo stadio ormai è da rifare e il progetto di Cellino va bene». Peccato che il sindaco Mariano Delogu, che ora assiste ad ogni partita casalinga seduto alla sinistra di Cellino (a destra, nel trio portafortuna, c'è Stefano Arrica) smentì il suo numero due: «Per decidere a chi assegnare il Sant'Elia si faccia una gara».
Tre mesi dopo, il marzo 2001, Cellino tornò sull'argomento. «Stadio e Borsa o lascio il Cagliari: ho due anni di tempo, è il mio ultimo sforzo». Da allora in Consiglio comunale nel corso degli anni si sono create maggioranze trasversali a geometria variabile con un risultato comune: nessuna decisione. Così come variabile è stato, nel corso, degli anni, l'umore di Cellino.
Sul fronte comunale i problemi, negli ultimi nove anni - sono stati tanti: prima il nodo gara sì-gara no, poi l'opposizione della lobby dei commercianti ai negozi dentro lo stadio, poi la discussione infinita sul sistema di concessione, ultimamente questioni patrimoniali (il valore del vecchio stadio da demolire) e giuridico-urbanistiche. «Non vendo la società: faccio lo stadio e vado in Borsa». Era il primo giugno del 2008. Il Cagliari si era salvato dopo un girone di ritorno strepitoso, il presidente presentò l'ultimo progetto al Comune e diede un ultimatum, sostenuto da buona parte del centrodestra: «Via libera entro settembre o non se ne fa nulla». Non se ne è fatto nulla. (f. ma.)

23/03/2009