Viale Diaz. Presentati i vincitori del concorso per la riqualificazione del quartiere
Biggio: «Centomilioni per la realizzarli. L'obiettivo: la proiezione nel Mediterraneo »
Roberto Murgia cagliari@ilsardegnablu.it ¦
Progetti milionari, avveniristici, pensati per cambiare faccia alla Cagliari vista dal mare. In principio fu il Betile, poi venne il porto storico, ora tocca alla Fiera passare sotto la lente dei super architetti di turno. Tre studi, uno riminese, uno cagliaritano, l'altro romano. Sono i vincitori del concorso di idee per la riqualificazione del quartiere fieristico della città. Per il progetto di Fiera con sbocco sul lungomare. Sbocco che, al momento, manca, perché dovrebbe essere ceduto da Comune e Autorità portuale. La richiesta di cessione risale a tre mesi fa, ma, ancora, non è arrivata alcuna risposta. Quello sbocco, però, è contemplato nelle tre idee presentate ieri dal presidente dell'ente, Gianni Biggio. «Non necessariamente - ha detto - i tre fortunati si tradurranno in progetto esecutivo, per il quale, invece, ci vuole la condivisione di intenti tra la Camera di commercio di Cagliari, titolare degli immobili presenti in Fiera, e della Regione Sardegna, proprietaria del suolo». Ancora solo carta, quindi. Tradurre in realtà queste idee, poi, costa 80/100 milioni di euro. Ma Biggio non considera i soldi un ostacolo. «Non bisogna dimenticare ciò che aveva detto Cappellacci proprio il giorno dell'inaugurazione della Fiera campionaria: presentate progetti che si possano realizzare e noi li realizzeremo». E poi: «Sono i soldi che stanno aspettando noi, non viceversa». Si riferisce, tra le altre cose, «a miliardi di euro non spesi, a fondi europei per zone sottosviluppate ». Il modo si trova, insomma. «L'importante è che il progetto sia serio, forte e condiviso». Dalla Camera di commercio e dalla Regione, in primis. E dall'interlocutore che - per il momento - sembra il più difficile da convincere: il Comune. Cioè, chi dovrebbe autorizzare l'estensione fino al mare del quartiere fieristico riqualificato. E non è cosa di poco conto, visto che, ha aggiunto il direttore Benedetto Etzi, «l'obiettivo della riqualificazione e ristrutturazione non riguarda solo la crescita di competitività dell’azienda rispetto alle altre Fiere italiane, ma anche la sua proiezione verso il mare, con tutto ciò che ruota attorno all’ambiente, compresa una fiera diportistica con la realizzazione di un polo nautico al centro del Mediterraneo». Poi, per far capire che si tratta di soldi ben spesi, il presidente Biggio ha illustrato quanto riesce a produrre, da sola, la Fiera campionaria che cade a cavallo tra la fine di aprile e i primi di maggio: 26mila giornate lavorative, pari a uno stabilimento che occupa da 180 ai 200 addetti. Il fatturato medio, invece, dell’intera attività dell’ente, comprese le sette rassegne annuali, gli spettacoli e l’attività congressuale, si aggira sui 5 milioni di euro l’anno, con una crescita di 1,5 milioni di euro rilevata nell’ultimo biennio. ¦